Salvate il monastero di San Giorgio
Posted on 18 ago. 2009 by Marche Mania in Ascoli Piceno
Salvate dal degrado e dai ladri il monastero di San Giorgio. E’ stato costruito nel 1382, fu abitato dai frati spirituali seguaci di Angelo Clareno, poi dai Minori Osservanti, fu utilizzato come lebbrosario dove con la vicina acqua salmacina venivano curati i malati.
Ora, dopo tanti anni di abbandono, non solo rischia di crollare totalmente, ma anche di veder completato il suo saccheggio.
Dopo aver rubato, nel corso degli anni, dipinti, tabernacoli, acquasantiere, mobili, arredi, capitelli e blocchi strutturali di travertino, tutti naturalmente di grande valore storico, ecco che ora stanno man mano asportando addirittura il pavimento costituito da pesanti lastroni di travertino che non saranno opere d’arte ma pur sempre materiale del 1300 che sul mercato ha compratori molto interessati.
A lanciare l’allarme per l’ennesimo saccheggio è uno dei proprietari dell’immobile, Giorgio Antonucci, che ha presentato anche una denuncia ai Carabinieri.
Questo monastero è un monumento di straordinaria bellezza, strettamente legato alla storia di Ascoli e degli ascolani, abbarbicato alla roccia sotto il monte e la rupe di Rosara.
Dal suo loggiato si gode un panorama mozzafiato. Nel 1926 venne acquistato da un privato, Mattia Antonucci, poi per metà rivenduto alle famiglie Emidio e Michele Tassi.
Oggi gli eredi sono in totale una cinquantina. Non solo è difficile poterli riunire ma è impensabile che essi possano dar corso ad un restauro tanto oneroso.
E allora? o si trova un acquirente privato (un tempo si era parlato di una possibile beauty farm o di un albergo), che creda nell’investimento, oppure, ed è l’auspicio di chi ha veramente a cuore questo monumento che è di tutti, una banca o un ente pubblico potrebbero pensare ad acquisirlo e a restaurarlo.
Questo monastero, con annessa chiesa, come detto, nel corso degli anni è stato totalmente depredato (si è salvata solo la statua lignea di San Giorgio con il drago conservata presso la chiesa di Sant’Angelo Magno).
Il tempo, e anche il terremoto, lo hanno completamente portato alla rovina. Se non si interviene entro breve tempo scomparirà per sempre con una perdita incalcolabile per la cultura ascolana in particolare e in generale.
Che ne pensano istituzioni o associazioni ambientaliste come Fai o Italia Nostra di dar vita ad una campagna per salvarlo? Intanto, da subito, però, bisogna almeno fermare i ladri.
f.d.m.
Il Messaggero Martedì 18 Agosto 2009









