La Regata delle Romagne 2009 dal porto di Cattolica fino a Gabicce
Posted on 26 ago. 2009 by Marche Mania in Pesaro
Finisce l’estate e ritorna il trabaccolo. Venerdì lo specchio di mare antistante il porto di Gabicce si trasformerà nel palcoscenico di uno spettacolo indimenticabile.
Le imbarcazioni storiche al terzo e da lavoro delle antiche marinerie romagnole, con i loro scafi di legno decorato e le splendide vele colorate, saranno protagoniste della Regata delle Romagne dandosi battaglia in una competizione dall’atmosfera d’altri tempi che dal porto di Cattolica (ore 14.30) si snoderà fino al vecchio fortino di Gabicce, dove il traguardo è previsto intorno le 16,30.
Le barche provengono da varie località della costa, da Cattolica, Rimini, Cervia, Cesenatico, Bellariva, Gabicce e comprendono batane, lance, lancioni, bragozzi, barchetti e cutter (tipiche imbarcazioni a deriva mobile adibite al trasporto dei turisti negli anni ‘50), tutte imbarcazioni di particolare valore storico in quanto ultimi esemplari della numerosa flotta da lavoro che riempivano i porti tra Marche e Romagna dal 1920 fino al 1960.
Ne fanno parte il lancione Saviolina di Riccione, risalente al 1928, una delle prime due barche in Italia ad essere dichiarate di particolare interesse storico artistico da parte del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, il trabaccolo del museo di Cesenatico Barchet costruito nel 1925, i cutter Mira e Gelmina recuperati con grandi sforzi e tanta pazienza dall’Associazione Vele d’Epoca – con i soci fondatori Paolo Giammarchi, Lanfranco Mini, Luigi Tonini, Enzo Gaudenzi in prima fila – che organizza la kermesse gabiccese.
Da cinque anni a questa parte questo gruppo di appassionati ha riportato in auge una storia marinara antica e fiorente, come è appunto quella di Gabicce, per lungo tempo messa da parte per fare posto al turismo balneare.
La molla per tornare al passato è legato all’affondamento del Mira, uno scafo di otto metri andato a picco in una grigia giornata dell’autunno 2004.
Sul molo ad assistere a quel tristissimo spettacolo c’era anche Paolo Giammarchi che, in men che non si dica, decise che quella non sarebbe stato l’ennesimo pezzo di storia della marineria locale ad andare perduto.
Così, a proprie spese, fece recuperare in fondo al porto il malandato guscio di legno, curò ogni dettaglio del restauro (vele comprese, realizzate a mano dall’ultima velaia in circolazione, la Carmela di Cattolica) e ne fece il primo natante dell’Associazione.
Oggi i soci sono 22, al Mira si sono aggiunte altre due imbarcazioni, il Gelmina e la Fiora, ma lo spirito è sempre lo stesso: far conoscere, particolarmente ai turisti, l’antico modo di veleggiare con quelle barche con le quali i pescatori andavano per mare per il loro quotidiano lavoro.
di Simona Spagnoli









